Sesta Edizione del Grand Prix

Ogni anno, da sei anni ormai, puntuale come una stella cadente nella notte di San Lorenzo, mi accingo a scrivere un articolo di presentazione del Grand Prix Bresciano di scacchi. Creatura a dire il vero che è diventata grande, anche grazie alle amorevoli cure del genitore1, del genitore2 e fino ai nostri giorni che i genitori son diventati quattro!
Quello che non ho mai fatto, invece, è raccontarvi come è nato questo evento. Non è certo una storia edificante, e non ne trarrete certo nessun vantaggio, se non quel po’ di sazietà che nutre la conoscenza dei fatti, cosa alquanto fuori moda di questi tempi.
Bisogna, innanzitutto, fare una piccola premessa: che cosa definisce la professionalità? Senza scomodare i dizionari, che pure potete dal peso della polvere liberare a vostro libero arbitrio, possiamo concordare che è qualità di chiunque svolga il proprio lavoro con competenza, scrupolosità e preparazione sufficiente. Qualità che, non vi sarà sfuggito, non si lasciano di certo intaccare dall’esasperazione (tuttavia questo è un fuori tema), né tantomeno prevedono la mania di protagonismo e l’esigenza di risultare alle cronache mondane, sperando così di lasciare memoria.
Non mi sono perso e non sto affatto farneticando: è proprio in questo modo che è nato il Grand Prix. Qualcuno, la cui scrupolosità e competenza voleva riversare nel mondo delle case bianche e nere, ha incontrato qualcun altro, chiedendo una riunione con tutti gli altri, per far nascere qualcosa che andasse oltre il semplice obiettivo di dare un passatempo di qualche domenica agli scacchisti bresciani. Sapete, poi, come vanno le cose. Da cosa nasce cosa, il Grand Prix ha continuato a coinvolgere scacchisti, giovani; a trovare soluzioni regolamentari nuove; a fare errori, per poi correggerli; a coinvolgere i comuni ospitanti; ad abbandonare la dicitura ludica “amatoriale”, finendo con l’omologare ogni tappa.
Gli organizzatori (Asd Scuola di Scacchi Torre&Cavallo, Asd Circolo Scacchi Ghedi, AD Scacchi Franciacorta e Asd La Compagnia della Torre), certo, non hanno un compito facile nel far conciliare punti di vista e interessi del movimento scacchistico, ma la soddisfazione di aver raggiunto un risultato, all’inizio neppure sperato, sicuramente eccellente, in una provincia che fino a sei anni fa non eccelleva per tornei organizzati, li rende orgogliosi e allevia la fatica della macchina organizzativa.
Passiamo, ora, alle informazioni utili. Vi invitiamo, prima di tutto a dare uno sguardo approfondito al Regolamento Generale, basterà cliccare sul link sottostante:

REGOLAMENTO GENERALE VI GRAND PRIX

Le novità più importanti, avrete notato, sono il sistema di punteggio e la regolamentazione alla partecipazione Under16. Quest’ultima permetterà, nelle intenzioni degli organizzatori, ai giovani più forti di poter confrontarsi nel torneo Open, consentendo loro di aumentare la loro esperienza, ed allo stesso tempo permetterà di avere una lotta più equilibrata tra gli Juniores. Altra novità da segnalare, la ripartizione del Montepremi e la conseguente assegnazione di alcuni ruoli, che garantiscono una maggiore trasparenza sia per gli organizzatori, che per i giocatori partecipanti. Permettetemi, infine, di sottolineare come lo sforzo dei quattro Circoli abbia ottenuto un obiettivo non da poco: la definizione di un calendario, redatto fino a febbraio 2019, che difficilmente subirà variazioni.
Come ogni anno, insomma, è tutto pronto. Quest’anno più di altri, visto che tutti gli aspetti organizzativi sono stati definiti e regolamentati prima dell’inizio di settembre. Non ci resta che augurare a tutti gli scacchisti un stagione ricca di successi o, almeno, battaglie all’ultimo scacco, ad ogni modo un “buon gioco a tutti”.

IDEA REGALO