L’Avvelenato

L'Avvelenato

Vi diranno che chi se ne va ha sempre torto. Vi diranno che chi se ne va ha il cuore troppo vicino al buco del culo, oppure altre mille simili scempiaggini.

Se avete orecchie e nessun discernimento, potrete ascoltare queste ed altre storie, da chi è mosso solo dall’invidia e dal rancore.

Ascoltateli, se vi pare, se vi piace e credete che i loro ipocriti e falsi racconti vi allietino la giornata, vi scaldino il vostro ed il loro aulico cuore, tracotante di bontà.

Chi se ne è andato, voi non sapete quanta amarezza, come gocce di veleno, ha masticato in questi lunghi giorni, per i 7 anni di illusioni! Come non saprete quanta rabbia ha sfogato nelle pareti di casa sua, contro i pugni!

Chi se ne è andato lo ha fatto per qualcosa che loro non capiranno mai, perché troppo meschino il loro agire. Non sono in grado di comprendere altro che poche grosse briciole del loro ottuso ego.

Chi se ne è andato aveva e possiede idee, quelle che non hanno mai trovato casa tra le mura di un Circolo che diventava ogni giorno l’opposto di ciò doveva essere: di ciò che sono gli scacchi.

Vi diranno che loro sono buoni ed io cattivo, lo racconteranno persino ai loro piccoli soci. Poi insegneranno a tutti che loro erano dalla parte buona della storia, senza capire che chi se ne è andato non aveva scelto nessuna parte se non gli Scacchi, la correttezza, la lealtà e l’amicizia.

L'Avvelenato

Chi se ne è andato, ha avuto sempre il coraggio delle proprie idee e non ha mai avuto bisogno di un prestanome dietro al quale nascondersi; chi se ne è andato non ha mai insegnato che vincere vale a tutti i costi e con ogni mezzuccio; chi se ne è andato ha avuto il rispetto dovuto verso coloro ai quali doveva rendere, comunque, la gratitudine dovuta; chi se ne è andato non sarà mai così meschino e povero d’animo, da meritare persino la nuova regola della manifestazione, che ha contribuito a far nascere insieme al Delegato Provinciale. Voi, soprattutto istruttori, che andate per le tappe del Grand Prix, da oggi potrete dire è grazie all’Editto Paglia se non potete entrare a guardare le partite dei Vostri allievi!

Brindate al potere della poca semenza in zucca e della vittoria del rancore e dell’invidia!

Chi se ne è andato non per questo odierà gli scacchi, certo non lo vedrete spesso, ma statene certi che ritornerà senza mai dimenticare il giusto odio che vi deve, perché siete miseri nella vostra doppocaggine! E se qualcuno pensa che ora stia esagerando, si sbaglia. L’odio vero, privo di sotterfugi, maldicenze ed accordi sottobanco è segno del rispetto che si deve ad un nemico, a chi è l’opposto del mondo che vorreste.

Chi se ne è andato ritornerà e non si sentirà meno forte di prima, conscio del fatto che è il vostro mellifluo mondo quello sbagliato, quello che si imbelletta per essere il mondo buono! Chi se ne è andato aspetterà che il tempo vi riveli per quel poco che vi dimostrerete di essere, persino agli altri un giorno, come lo avete fatto fino ad ora con il sottoscritto.

Me ne sono andato perché non mi avete lasciato scelta, tornerò perché gli Scacchi, quelli veri, sono il mondo in cui riesco a sentirmi a casa.

Se si parte per un viaggio è perché. prima o poi, si vuole ritornare a casa!