LA PROMOZIONE

Lei smise di muoversi, gli baciò la guancia e lo guardò dall’alto. Lui, tenendo le mani sui fianchi, smise di stringerla e con un dito le sfiorò le labbra umide, scrivendole nella sua memoria.

“Avvicinati” le sussurrò. Fronte contro fronte, sfiorandosi e riprendendo a muoversi, lentamente, dolcemente, i loro occhi si persero e i loro pensieri si confusero.

“Basta” sussurrò lei, e si lasciò scivolare di fianco, chiudendo al maglione la lampo, incrociando le braccia intorno al petto, fissandolo ancora negli occhi, chiamandolo ancora a sé.

“Cosa c’é?” lui gli chiese, restando, smarrito, seduto sul divano. Reclinò appena il viso, e le sue mani le disegnarono i lineamenti del volto, e ancora le labbra, sottili, rosa, calde.

“Non lo so” rispose lei, con un nodo in gola.
Il silenzio entrò per un attimo nel cuore di entrambi, percorse tutta la distanza interminabile tra di loro e un altro bacio.
“Ti prego, vai ora”.

Quando furono in piedi, lui si innamorò ancora di lei, dei suoi capelli, del suo sorriso sul volto, ma sopratutto negli occhi la gioia da bambina. Andare, sentiva, che era impossibile, si fece forza e l’abbracciò. La strinse forte alle sue braccia, sentiva il suo profumo, e i capelli sfiorargli il viso. La strinse ancora forte e poi forte, la paura di perderla gli spezzò il cuore e, quando riemerse dalle sue braccia, si sentì solo. Ancora una volta.
“Vai, ti prego” ripetè lei, mentre con gli occhi lo tratteneva.

La notte fredda e buia lo accolse proprio fuori dal cancello, fino a pochi minuti prima sapeva che il mondo aveva luce e calore. Si disse che era tardi e che troppo presto il tempo gli aveva sotratto tutti i desideri di cui credeva di non potere fare a meno. Un abbraccio, a volte, è tutto il mondo di cui si ha bisogno e poi il resto che ti circonda sembra solo un vuoto.

La Torre dietro le sue spalle era bianca, possente, bella e potente, l’avrebbe portata nel cuore della memoria lungo tutto il cammino che nel futuro lo attendeva. Un passo alla volta, come è difficile allontanarsi e restare vicini. Il mondo è un posto orribile, pieno di pericoli e ad ogni passo bisogna lottare per restare in possesso del proprio spazio. Un passo alla volta, quanti ti si parano davanti, tanti ostacoli devi superare e non curarti di chi ti attacca di fianco per paura di affrontarti di fronte!

Un passo alla volta, mia carissima cara, pensava, ritornerò da te, se mi vorrai come io ti voglio.
Il mondo è un posto meraviglioso, la strada che percorri è sul ciglio di un burrone, ma lo spettacolo è mozziafiato e la guerra che osservi e vivi, se la combatti, diventa splendore d’armi e d’emozioni. Del vero sentire nessuno ha mai trovato le parole.

Ti manca il fiato ogni volta che fai un passo alla volta, ma prendi coraggio e ne fai un’altro. Un passo alla volta, ritornerai da lei con le promesse che non le avevi confessato, come doni del tuo carattere e sentimenti nuovi da vivere e da scoprire.

Si era allontanato tanto, e lo spazio ed il tempo era trascorso. Sembrava interminabile, ma voltarsi indietro era impossibile. Un passo alla volta e non voltarsi indietro per ritrovare quello che si è lasciato, non uguale ma nuovo e sempre lo stesso. Per conquistare ciò che ti manca devi essere disposto a perdere ciò che possiedi.

Ogni passo alla volta che aveva fatto, temeva di averla perduta, faceva e disfaceva di tutto per ritrovarla lungo il suo cammino, o per inventare una strada lungo la quale ci fosse anche lei. Ora ne vedeva la fine, ad un passo. Da ultimo, era arrivato dove le sue promesse lo avevano fatto partire, per primo.

Un ultimo passo alla volta e finalmente avrebbe potuto tornare indietro, da lei, tra le sue braccia; da lei, dentro i suoi occhi; da lei, tra le sue parole che tessevano il mondo… Chissà se era sempre lì nella sua Torre, arredata con calore, accogliente, e piena di pace come nessuna casa lungo tutto il cammino affrontato in questa vita armata, che nessuna pace trova!

L’ultimo passo alla volta è un abisso, un’estasi. Una promessa mantenuta è un salto nel vuoto, è parola che diventa esperienza. Era felice di quanta paura lo aveva portato a lei e di tanto coraggio ora, divenuto Cavaliere, ne avrebbe fatto mille nuove abitudini, che ne protegessero tutto il tempo, tutto lo spazio e ogni altro mondo che sarebbe appartenuto a loro e che avrebbero costruito ed inventato insieme.