Al via la stagione scacchistica Bresciana

Settembre è alle porte e tutti i circoli della provincia  stanno di già spolverando le scacchiere, rimaste disadorne di pezzi per tutto il mese di Agosto.

I giocatori più organizzati avranno di certo approfittato di uno dei tanti tornei in località turistiche, altri avranno affollato le sale di gioco su internet, altri ancora si saranno tenuti allenati con qualche esercizio di tattica sotto l’ombrellone. Qualcuno, infine, avrà disegnato una scacchiera accanto al castello di sabbia del suo bimbo e raccontato di mille battaglie che Fanti veloci e imprendibili Cavalieri e forti Donne e Re soli hanno affrontato con coraggio, determinazione e fantasia; incantando intorno altri bimbi curiosi.

A onor del vero, e a dimostrazione del crescente movimento scacchistico bresciano, Agosto ha offerto anche in provincia degli appuntamenti per coloro che sono rimasti in zona: una simultanea a Tignale tenuta dalla WIM Marina Brunello; una maratona lampo organizzata dal Circolo Scacchi Ghedi; una simultanea a Padenghe, in occasione della Festa Medioevale, tenuta dal presidente della Scuola Torre&Cavallo, Zorzi Aristide.

Il primo Circolo a riaprire le porte ai suoi associati è la storica Associazione Scacchi Franciacorta, presente sul territorio da 30 anni, seguiranno poi tutti gli altri (per i rispettivi calendari vi basta visitare i rispettivi siti). Settembre, inoltre, si preannuncia ricco di impegni con ben 4 tornei già in calendario e una novità di cui diamo notizia in anteprima: il primo Grand Prix Semilampo della provincia di Brescia.

Per tutti gli scacchisti in Brescia non resta che affilare le armi, pardon i pezzi! E pronti, via.

Al via la stagione scacchistica Bresciana

Settembre è alle porte e tutti i circoli della provincia  stanno di già spolverando le scacchiere, rimaste disadorne di pezzi per tutto il mese di Agosoto.

I giocatori più organizzati avranno di certo approfittato di uno dei tanti tornei in località turistiche, altri avranno affollato le sale di gioco su internet, altri ancora si saranno tenuti allenati con qualche esrcizio di tattica sotto l’ombrellone. Qualcuno, infine, avrà disegnato una scacchiera accanto al castello di sabbia del suo bimbo e raccontato di mille battaglie che Fanti veloci e imprendibili Cavalieri e forti Donne e Re soli hanno affrontato con coraggio, determinazione e fantasia; incantado intorno altri bimbi curiosi.

A onor del vero, e a dimostrazione del crescente movimento scacchistico bresciano, Agosto ha offerto anche in provincia degli appuntamenti per coloro che sono rimasti in zona: una simultanea a Tignale tenuta dalla WIM Marina Brunello; una maratona lampo organizzata dal Circolo Scacchi Ghedi; una simultanea a Padenghe, in occasione della Festa Medioevale, tenuta dal presidente della Scuola Torre&Cavallo, Zorzi Aristide.

Il primo Circolo a riaprire le porte ai suoi associati è la storica Associazione Scacchi Franciacorta, presente sul territorio da 30 anni, seguiranno poi tutti gli altri (per i rispettivi calendari vi basta visitare i rispettivi siti). Settembre, inoltre, si preannuncia ricco di impegni con ben 4 tornei già in calendario e una novità di cui diamo notizia in anteprima: il primo Grand Prix Semilampo della provincia di Brescia.

Per tutti gli scacchisti in Brescia non resta che affilare le armi, pardon i pezzi! E pronti, via.

 

Preferisco andare al Circolo

I ricordi, si sa, non è possibile riviverli. Sono, però, come certi odori, appena ne senti la fragranza ti trasportano in quella identica atmosfera di quando li hai respirati la prima volta. Alcuni, poi, ci sono molto cari perché inconsapevolmente ci piace ripeterli.

Della prima volta che misi piede in un Circolo ricordo le sonore lezioni di pratica del gioco, a scapito delle mie conoscenze acquisite sui libri. Ancor più vivida nella memoria è l’immagine dei pezzi che prendevano vita nelle mani dei giocatori: alcuni si muovevano in silenzio, quasi strisciando sulla scacchiera; altri sembravano infrangersi su quelli catturati all’avversario; altri ancora apparivano come per magia su una casa dimenticata; infine, c’erano quelli fuori dal campo di battaglia, prigionieri stretti nelle mani del rivale, spostati da una parte all’altra della scacchiera.

Chi dice che gli scacchi non sono un gioco fisico, li ha giocati esclusivamente in maniera bidimensionale e solo su uno schermo.

Da quella volta in poi, imparai che non esiste partita a scacchi senza un antagonista, un contendente, un avversario, un nemico-amico vero e reale, non un semplice alter-ego semisconosciuto che, tutto al più ti lancia un saluto o un insulto e impari cosa vuol dire “dumb idiot”.

Sì, perché se è vero del cibo, ancor di più lo è per il nostro millenario giuoco: “ Dimmi come giochi a scacchi e ti dirò chi sei”.

Così continui ad andare al Circolo, giochi una partita: vinci o patti o perdi. Non importa o proprio perché ti importa, insisti, torni indietro a quello che vi eravate detti in partita mossa dopo mossa e, se il confronto è schietto ma complicato e divergente, tutti gli altri si sentono in dovere di dire la loro mossa, idea, piano: le conoscenze si accrescono, la tecnica si acquisisce. Il duello, tuttavia, non trova pace e si rimettono in moto gli orologi. Se proprio non vi è modo di dirimere la questione e siete in troppi, nulla di meglio che un torneo amichevole con spareggio finale in caso di ex-aequo.

Datemi pure del romantico, ma ci sono ricordi che ti fanno innamorare e dei quali non puoi più farne a meno e proprio non vuoi. Così’ ritorni tutte le sere al circolo per poterli perpetuare e farli crescere con te.

Quando, ormai nei pressi delle auto, qualcuno azzardava: “Ti lancio una sfida su internet” non faceva a tempo a finire la frase che tosto la risposta chiudeva la conversazione: “Grazie, preferisco venire al Circolo! Alla prossima, ragazzi.”

Preferisco andare al Circolo

I ricordi, si sa, non è possibile riviverli. Sono, però, come certi odori, appena ne senti la fragranza ti trasportano in quella identica atmosfera di quando li hai respirati la prima volta. Alcuni, poi, ci sono molto cari perché inconsapevolmente ci piace ripeterli.

Della prima volta che misi piede in un Circolo ricordo le sonore lezioni di pratica del gioco, a scapito delle mie conoscenze acquisite sui libri. Ancor più vivida nella memoria è l’immagine dei pezzi che prendevano vita nelle mani dei giocatori: alcuni si muovevano in silenzio, quasi strisciando sulla scacchiera; altri sembravano infrangersi su quelli catturati all’avversario; altri ancora apparivano come per magia su una casa dimenticata; infine, c’erano quelli fuori dal campo di battaglia, prigionieri stretti nelle mani del rivale, spostati da una parte all’altra della scacchiera.

Chi dice che gli scacchi non sono un gioco fisico, li ha giocati esclusivamente in maniera bidimensionale e solo su uno schermo.

Da quella volta in poi, imparai che non esiste partita a scacchi senza un antagonista, un contendente, un avversario, un nemico-amico vero e reale, non un semplice alter-ego semisconosciuto che, tutto al più ti lancia un saluto o un insulto e impari cosa vuol dire “dumb idiot”.

Sì, perché se è vero del cibo, ancor di più lo è per il nostro millenario giuoco: “ Dimmi come giochi a scacchi e ti dirò chi sei”.

Così continui ad andare al Circolo, giochi una partita: vinci o patti o perdi. Non importa o proprio perché ti importa, insisti, torni indietro a quello che vi eravate detti in partita mossa dopo mossa e, se il confronto è schietto ma complicato e divergente, tutti gli altri si sentono in dovere di dire la loro mossa, idea, piano: le conoscenze si accrescono, la tecnica si acquisisce. Il duello, tuttavia, non trova pace e si rimettono in moto gli orologi. Se proprio non vi è modo di dirimere la questione e siete in troppi, nulla di meglio che un torneo amichevole con spareggio finale in caso di ex-aequo.

Datemi pure del romantico, ma ci sono ricordi che ti fanno innamorare e dei quali non puoi più farne a meno e proprio non vuoi. Così’ ritorni tutte le sere al circolo per poterli perpetuare e farli crescere con te.

Quando, ormai nei pressi delle auto, qualcuno azzardava: “Ti lancio una sfida su internet” non faceva a tempo a finire la frase che tosto la risposta chiudeva la conversazione: “Grazie, preferisco venire al Circolo! Alla prossima, ragazzi.”

Perché Bresciascacchi

La domanda è sincera, in quanto in Rete esistono molti blog e portali (e di tutti questi potete avere contezza nel blogroll in fondo alla pagina) che parlano di Scacchi in modo professionale, esauriente e fors’anche con una competenza maggiore di questo neonato blog.

Allora perché Bresciascacchi?

Innanzitutto è bene chiarire sin da subito che qui si abbandona qualsiasi idea di fare un periodico di informazione generalista, come pure quella di un periodico specialistico dedicato alla didattica piuttosto che alla storia o ad altro settore del Nobil Giuco.

Lo si ripete: ci sono degli ottimi siti e blog che fanno tutto questo.

Importa qui parlare, informare, proporre, confrontare e discutere sulla ed intorno alla vita scacchistica bresciana. Perché, se non è vero, è reale il fatto che se non si parla di una cosa, il silenzio la relegherà nel ghetto di ciò che non ha proprietà d’esistenza.

Fino a pochi anni addietro, a Brescia, vi era un solo Circolo di Scacchi, ma negli ultimi anni ne sono stati fondati altri due, riconosciuti dalla Federazione Scacchistica Italiana,  ed altre realtà stanno nascendo e ci auguriamo che diventino sempre più numerose. Ecco che, allora, è venuto il momento di parlare degli Scacchi a Brescia e di farlo sapere ad un pubblico che non sia esclusivamente quello degli scacchisti, bensì al semplice appassionato, al curioso, al neofita… A chiunque voglia conoscere il mondo degli Scacchi in Città e Provincia!

Bresciascacchi si rivolge a tutti coloro che vogliono contribuire alla crescita della cultura scacchistica nel luogo dove sono nati o cresciuti, e a coloro che vogliono soddisfare la loro curiosità e conoscenza di essa.

Non resta che augurarci buoni frutti da questo lavoro!

Perché Bresciascacchi

La domanda è sincera, in quanto in Rete esistono molti blog e portali (e di tutti questi potete avere contezza nel blogroll in fondo alla pagina) che parlano di Scacchi in modo professionale, esauriente e fors’anche con una competenza maggiore di questo neonato blog.

Allora perché Bresciascacchi?

Innanzitutto è bene chiarire sin da subito che qui si abbandona qualsiasi idea di fare un periodico di informazione generalista, come pure quella di un periodico specialistico dedicato alla didattica piuttosto che alla storia o ad altro settore del Nobil Giuco.

Lo si ripete: ci sono degli ottimi siti e blog che fanno tutto questo.

Importa qui parlare, informare, proporre, confrontare e discutere sulla ed intorno alla vita scacchistica bresciana. Perché, se non è vero, è reale il fatto che se non si parla di una cosa, il silenzio la relegherà nel ghetto di ciò che non ha proprietà d’esistenza.

Fino a pochi anni addietro, a Brescia, vi era un solo Circolo di Scacchi, ma negli ultimi anni ne sono stati fondati altri due, riconosciuti dalla Federazione Scacchistica Italiana,  ed altre realtà stanno nascendo e ci auguriamo che diventino sempre più numerose. Ecco che, allora, è venuto il momento di parlare degli Scacchi a Brescia e di farlo sapere ad un pubblico che non sia esclusivamente quello degli scacchisti, bensì al semplice appassionato, al curioso, al neofita… A chiunque voglia conoscere il mondo degli Scacchi in Città e Provincia!

Bresciascacchi si rivolge a tutti coloro che vogliono contribuire alla crescita della cultura scacchistica nel luogo dove sono nati o cresciuti, e a coloro che vogliono soddisfare la loro curiosità e conoscenza di essa.

Non resta che augurarci buoni frutti da questo lavoro!